Eccovi ancora

Eccovi ancora. Ecco l’accusa: il muro, la strada, il glicine, brillano negli occhi di qualcuno. Io. Uno. E uno è troppo poco. È niente. È il suo rimorso. Invece voi – là, tranquilli: siete i milioni, gli infiniti. Chi potrebbe scampare ai vostri inviti, ai vostri giochi? Sì, eccomi. Forza coi quattro cantoni, la mosca…

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È vero…

È vero: ci sono giorni che le vostre parole più care e buone mi suonano come insulti, giorni che dal mattino alla sera il sole splende contro di me come contro un ritaglio di lamiera: non mi si parla senza avere diritto in faccia il suo abbaglio tremendo. Ci sono volte che mi trovate là,…

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