Il quartiere…

Il quartiere è davvero chi saluti, chi scopri lasciare ombre spesse sopra i muri, come firme, sigle come impronte. Il quartiere è davvero ciò che si vede da quando l’inizio era la scuola la mattina, la merenda il pomeriggio e la paura era la sua sera. È il signore che toglie i cartelli strappati dalle facciate, che prega negli angoli come per benedirli o la zitella vestita d’azzurrino che non cammina mai sul marciapiede, come per provare a rischiare qualche volta, qualcosa di grande, di suo. Camminare qui è come trovare le parole dentro una favola che si conosce fino alla fine. Ma a volte ci si addormenta prima per non sentirla e la via è come se ti chiamasse, per nome, dalle finestre. Un nome intero, chiaro, ripetuto da qualcuno, rimasto vivo lì da sempre.

Stefano Raimondi – Interni con finestre

A volte…

A volte ci si protegge dall’amore
con un altro amore, dalle onde
stando con la testa sotto l’acqua.

Dal dolore si passa facendosi sottili
come una luce d’alba che subito finisce.

Stefano Raimondi – Il cane di Giacometti

Auspici

Ci sono istanti che sembrano avere
parole esatte: silenzi tolti dal respiro
come da un impaccio, come
fossero tagli dentro tagli.

Diverso tempo fa scrissi della necessità che avevo allora ti creare un rapporto più intimo e sincero con le cose, di togliere il superfluo per arrivare all’essenziale. Oggi il mio stato d’animo si colloca sulla riva opposta del fiume. A forza di togliere mi sono trovato in una stanza vuota che ora voglio provare a riempire. Occorre una dimensione sociale che voglio riscoprire, fatta di prossimità, di ascolto, di contatto molto fisica e poco social. In maniera leggera e scanzonata. Buon anno a tutti.