Come cenere nella fiamma

Come cenere nella fiamma, tutto è già dentro qualcosa,
tutto poggia su qualcos’altro, un giudice nel
desiderio che spinge l’uomo al crimine. Così tutto è
sostanziato, il bene col male, la voce nella Sfinge.
Siamo noi queste carte non rimescolate, verità da
decifrare, mentre l’attesa prescrive ogni inizio. La
parola è il solo luogo, qui dove il caso rende visibile
quello che ci forma, un oscuro ordine che brilla come
una stella fissa e scombina ogni indizio. Cosa
contestare a questa accusa?

Corrado Benigni – Tribunale della mente

L’imputato

Nessuno sa più di chi è la colpa.
Tutto è ormai accaduto e la memoria è colma.
Fra queste parole, scrivi anche le tue.
Il tempo gira come una chiave.
Di cosa siamo accusati?
Da quale verità dobbiamo difenderci?
È anche nostra la tua orma,
il gesto che ci lega al presente
e non sappiamo decifrare,
monadi nel tribunale di una mente.

Corrado Benigni – Tribunale della mente

Pixel

Come suoni nelle pietre le parole nascondono
luoghi e cellule, respiri e ore contate
che dicono chi siamo,
mentre tutto scorre attraversando il groviglio.
Pixel di voci affiorano sulla pagina,
disegnano volti tra le lettere di un alfabeto perduto:
i bambini che sulle rive del Nilo vendono fossili,
Dike sul banco degli imputati, mio padre, Ulisse senza Itaca
in un’era glaciale.
Domani tutto sarà cancellato.
Ma la strada è una lingua che ci vede
e sotto la terra un bosco – immobile – aspetta di nascere.

Corrado Benigni – Tempo riflesso