10406484_10153058633067488_1676671640254360933_n

La penultima volta che ho letto Anna Karenina, ho avuto l’impressione che Tolstoj dicesse che le persone che frequentiamo sono come dei pianeti, e determinano le nostre orbite.
E mi è tornato in mente un libro di uno scrittore francese contemporaneo che diceva che ci son dei momenti, nella tua vita, che una persona sparisce, la tua fidanzata, perché ti lascia, e tu, da un lato, stai malissimo, dall’altro lato succede, all’improvviso, che il mondo si ripopola.
Una persona sparisce, e il mondo si ripopola.
Perché tu hai cambiato orbita.
E ci sono un sacco di cose che, c’erano anche prima, ma tu non le vedevi, perché avevi un’altra orbita.

Paolo Nori

Per creare devo distruggere, canta Thom Yorke a metà del suo quarto album. Una delle cose che distrugge è la classica struttura delle canzoni. Niente di nuovo: i suoi progetti solisti sono collage digitali che trovano un senso nel loro farsi e “Anima” non fa eccezione. L’idea, ha raccontato il cantante, non era scrivere canzoni, ma creare musica attraverso un processo caotico e liberatorio. “Mi sono ritrovato a immergermi nella vecchia musique concrète e in questa specie di anti-musica”. Un altro modo di vedere la cosa consiste nel pensare il disco come un spazio contemplativo della condizione di ansia in cui viviamo.