L’oppio del popolo #1

Operando uno spostamento rispetto alla celebre citazione di Marx riguardo alla religione, il nuovo libro di Goffredo Fofi (pubblicato da Eleuthera) che si intitola L’oppio del popolo, individua nella cultura il nuovo strumento di controllo e di intorpidimento di massa.

La tesi, non recente ma lungamente riflettuta, a sottolineare la lungimiranza e l’accortezza di Fofi, è che «la cultura, come oggi il Potere la intende e come noi abbiamo accettato che sia, non è più conoscenza», bensì un «raffinato strumento per ottundere le coscienze e renderci conniventi con il mondo così com’è»: sta in questa definizione il nuovo oppio del popolo da cui siamo continuamente pervasi e sommersi per essere pian piano trasformati in «giocondi lotofagi». Un’argomentazione forte e provocatoria com’è nello stile di Fofi, ma leggendo questo libro che si interroga sulla situazione della cultura in Italia, sul ruolo della pedagogia e sulla funzione del sociale, e quindi, più in generale, sulla funzione pubblica e politica della cultura, ci si accorge di come l’autore dipinga, a tinte fosche, ma con realismo, quello che è lo scenario contemporaneo in cui ci si muove, dove il grande recipiente della cultura si è trasformato in un dispensatore in grado di alleggerire la nostra percezione del mondo, smussarne gli angoli e le complessità e indorare gli orrori quotidiani. Come annota Fofi nel libro il mondo della cultura comprende oggi moltissime persone: «Non so quanti siamo in Italia a campare di cultura, ma siamo milioni, la più grande fabbrica è quella, non è l’automobile, è la comunicazione, la cultura, la scuola, i musei, i giornali, l’editoria, il cinema, il teatro, la musica, il turismo». È forse anche legato a questo aspetto pervasivo l’incapacità di riconoscere questa gabbia, una comunanza in larga scala di situazioni che porta a un offuscamento della percezione: sono allora tanti i destinatari di questo libro, che si apre a interrogazioni che esulano immediatamente dal saggio stesso e si trasformano in domande urgenti e non rimandabili, perché è «la cultura la vera grande industria del nostro tempo, nel mondo occidentale» e come ogni grande industria deve oggi essere studiata e valutata.

Leggendo il libro torna alla mente un episodio di quel memorabile affresco dell’umanità che è la Commedia umana; Balzac in uno dei volumi che la compongono, Illusioni perdute, pone la propria attenzione proprio sul mondo della cultura, certo diverso per caratteristiche rispetto a quello di oggi, ma tanto sorprendentemente simile per le dinamiche e i meccanismi che ne guidano il funzionamento, un libro capace quindi di parlare con efficacia ancora oggi a chiunque si trovi a lavorare o frequentare questi ambienti.

Protagonista della vicenda è il grandioso e tragico protagonista Lucien Rubempré, un giovane scrittore di provincia mosso da un insaziabile desiderio di gloria che decide di trasferirsi a Parigi per trovare soddisfazione. Lì tenterà di pubblicare i suoi romanzi ma incontrerà solo insuccessi, finché, decidendo di ripiegare sul giornalismo politico e culturale, conquisterà una certa fama. Ma anche questo momento è destinato a durare molto poco, perché i mezzi che utilizza per raggiungerlo, su tutti un disinvolto trasformismo politico e una cieca obbedienza alle leggi del mercato, sono gli stessi che lo porteranno alla rovina e al ritorno nella provincia da cui era venuto. Lucien, nell’arco dei suoi giorni di gloria, impara molti segreti per farsi benvolere, come quando l’editore Lousteau gli spiega quali siano le motivazioni, assolutamente non estetiche, che possono portare a stroncare un libro, a ignorarlo oppure osannarlo; è facile ravvisare in quelle pagine le strutture e i vizi di molte recensioni odierne.

Continua….

7 risposte a "L’oppio del popolo #1"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...