Zarate

E’ il nome di un altro, ma non importa. Il mio l’ho perso in Europa, insieme al lavoro e al resto. Ora giro per le strade della mia Argentina con una borsa vuota.

Gli ultimi ricordi me li sono giocati a carte perché non avevo altro da puntare. Ho conservato soltanto i disegni che mia figlia mi spedisce fermoposta dalla Spagna. E questa strana solidarietà per gli acrobati al tramonto, e le cartomanti, e gli uomini vinti dalla sfortuna.

Sono uno Zampanò senza Gelsomine. Uno per cui la vita sarà sempre una trottola spaccata, il verso di un tango.

Osvaldo SorianoUn’ombra ben presto sarai

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