Cyrano de Bergerac (3/3)

Qui la prima parte Qui la seconda

Aiutato dalla penombra e dai cespugli, è Cyrano allora che presta la sua voce e le sue parole, facendo innamorare Rossana al punto di invitare Cristiano a salire. “Che cos’è un bacio? E’ un apostrofo rosa posta tra le parole t’amo“. Rossana approfitta del passaggio casuale di un monaco e organizza in fretta un matrimonio.

In un ennesimo colpo di scena, irrompe subdorando un intrigo il potente conte de Guiche, un altro innamorato della bella Rossana, sua protetta. Cyrano lo blocca camuffandosi con il mantello e spacciandosi per un tale appena caduto dalla luna sulla terra. Quando de Guiche si libera di Cyrano, il matrimonio è già stato celebrato. Adirato, il conte dispone il trasferimento immediato di Cyrano e di Cristiano ad Arras, dove gli altri cadetti della compagnia affronteranno un terribile assedio. Nonostante i disagi della guerra, Cyrano non mancherà mai di far recapitare un’infinità di lettere d’amore a Rossana per conto, ma all’insaputa, di Cristiano. Rossana ancora più rapita dalle parole d’amore raggiunge gli assediati.

Cristiano cade ucciso da una pallottola nemica nello stesso momento in cui comprende che la donna non può che amare quelle parole, quella poesia, quindi quell’uomo, Cyrano. E’ in un attimo che Cyrano, confortando Cristiano, gli offre l’ultima lettera. C’è una lacrima nel foglio, Cristiano trova in quella traccia la conferma del suo sospetto: Cyrano ama Rossana. Quando la pallottola lo raccoglie, Cristiano stringe tra le dita la lettera aggiungendo il suo sangue a quel pianto. Rossana, disperata, la raccoglierà dal cadavere come reliquia del suo amore.

La storia di Cyrano finisce quattordici anni più tardi. Rossana si è ritirata in un convento. Qui Cyrano la viene ad intrattenere offrendo garbata compagnia. All’ultimo atto, quando un Cyrano provato, stanco e offeso da una mortale ferita inferta a tradimento entra in scena nascondendo tutto alla cugina, c’è Rossana che gli offre l’ultima lettera di Cristiano pregandolo di leggerla. E’ già sera, buio in giardino, Cyrano seguita a leggere e così Rossana capisce tutto. “Eravate voi, come non me ne accorsi al modo ond’ei dicea il mio nome. Tutta or intendo la impostura soprumana. Quei cari e folli suoi detti… voi… Voi mi amavate. Quante cose morte e nate in un minuto“.

 

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