Cyrano Di Bergerac (1/3)

Cyrano Ercole Saviniano signore di Bergerac, colui “che in vita sua fu tutto e non fu niente”. Tutto e niente dagli speroni fino allo sbuffo strafottente dei suoi stivaloni, tutto e niente lungo i calzoni sovrabbondanti  per un paio di gambe tirate  a molla, tutto e niente intabarrato nel vasto mantello, tutto e niente negli sfilacci delle maniche, nel giustacuore, nei guanti di cuoio vecchi e sdruciti, nel cappellaccio sfottente. Tutto e niente con la spada sguainata, il baffo importante, il pizzo militare. l’enorme naso. “Astronomo, filosofo eccellente, musico, spadaccino, rimatore, del ciel viaggiatore, gran maestro di tic tac”. Eroe perfetto: “Amante – non per sé – molto eloquente”. Eroe senza malizia, nelle tirate sciorina l’incoscienza dell’innocenza: “Dispiacere mi piace, dell’odio mi diletto. Se tu sapessi come s’incede più gagliardi sotto il fuoco di fila dei malevoli sguardi; quali sul giustacuore, quali macchie gentili fan degl’invidi il fiele e la bava dei vili”. Ostile come solo un puro di spirito può essere: “L’odio senza posa fascia al collo, e mi appresta il rigido collare che tiene alta la testa”. Cyrano è una maschera ancora più perfetta proprio perché derivata  da un Cyrano realmente esistito il cui ritratto Rostand aveva scrutato nella casa paterna, certamente un ritratto rielaborato nell’immaginazione per cui il libertino autore d’opuscoli scientifici avrebbe avuto aggiunto dal poeta un destino di versi e di spada, e infine il sogno di arrivare un giorno sulla luna, comunque una controprova del realismo tipico della grande letteratura popolare.

Teatro a parte, spettacolarità a parte, il Cyrano è il libro veramente fondamentale d’ogni educazione sentimentale, il modello pedagogico assoluto. E, infatti, il guascone è militarista, seduttore, altruista, patriota, è tutto un concentrato di quelle qualità che ogni padre vorrebbe per proprio figlio. Sconvenientemente antibuonista, eroe sconfitto, forse non è un buon credente, ma Cyrano è sinceramente un devoto alle leggi dell’onore, uno “che solo un tranello indegno” può schernire. Non è bello, ecco. E nel non esserlo, bello, Cyrano scava il suo unico scacco, lo spavento del ridicolo, quella fragile impotenza che lo scaraventa nel lago dolce della delicatezza dei sentimenti. E’ bellissimo di poesia.

Continua 1/3

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