Daniel Quinn

Per alcuni, nelle notti serene dormo vicino ad un bidone, in un vicolo non distante da Central Park: ho i vestiti stinti, i capelli unti, la barba grigia, l’aria di un uomo giunto alla fine di se stesso. Per altri, sono tornato mio malgrado a scrivere romanzi gialli con un nuovo pseudonimo, ma non esistono foto in giro né note biografiche e ora potrei starmene da qualche parte a fumare o a guardare il baseball alla tv.

Più probabile che vi passi vicino senza che ve ne accorgiate, mescolato tra gli anonimi passanti che affollano ogni giorno le strade di New York City. Perché non ho mai smesso di camminare senza meta sotto una pioggia sottile, per tentare di lasciarmi finalmente alle spalle e sentirmi in nessun luogo. O soltanto nel vuoto pneumatico di un’altra possibilità, dopo aver perso una moglie, e un figlio, una casa, un nome.

Sono tristemente consapevole che nulla è reale tranne il caso, come ricevere una telefonata notturna. Per errore. L’identità di un poliziotto privato da impersonificare e il mistero di uno strano ragazzo segregato e in pericolo. Smisi così di vivere per procura e mi calai nell’assurdo per guarire dai miei lutti. In fondo, quello che una volta era il mio nome aveva le stesse iniziali di Don Quijote.

Ma il risultato delle mie indagini fu un emporio di cose infrante. Un taccuino rosso dove registrai diligentemente, con una matita comprata da un cieco, la babelica disarmonia del mondo. Il momento in cui le cose cominciano a staccarsi dalle parole, e niente corrispose più a niente, e restò solo la mappa di tutti i passi senza fine che avevo mosso nella vita. Il tracciato di un’inverosimile e vitrea topografia della solitudine.

Paul Auster – Città di vetro

Annunci

Comments 4

  1. elisabetta19MR 17 ottobre 2015

    Di Paul Auster ho letto “L’arte della fame”, dedicato a scrittori dalla personalità riservata, spesso ai limiti della miseria, figure dimenticate, autori che scelgono volontariamente il silenzio e destinati, più di quanto si pensi, a nessun riconoscimento o lodati post mortem.
    E’ nota la difesa nei confronti di Salman Rushdie, per restare a un nome noto ai più.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...