Jacques Cormery

Leggere la mia storia è come ripartire da capo. Dal trasloco in cui fui partorito; dalla tenerezza disperata della mia infanzia, dalla quale non guarii mai; dalla taciturna sopravvivenza  delle ceneri di un padre ragazzo, morto nella grande guerra; dalla benedizione e dalla maledizione di essere poveri e di crescere tra nude necessità e oggetti senza nome, in un’isola di calore; dalla conversazione in Algeria con la schiena curva di mia madre che tratteneva tutta la stanchezza e tutta l’infelicità del mondo; da questa ostinazione di vivere che mi ha sempre abitato e mantenuto intatto; dalla ribellione per l’assetto iniquo della società e per tutto ciò che è convenzionale; da una nonna energica con i piedi deformati e l’odore della vecchiaia addosso e uno zio sordomuto; da un maestro alto e robusto che credeva nelle mie capacità…

E tutto per imparare ad allevarmi da me, a nascere di una nascita più dura, a non smettere più di nascere, a stare senza ricordi e senza fede nella vita “selvaggia e scintillante”… fino ad un incidente d’auto e ad una sacca di fogli manoscritti pieni di correzioni e di rimandi. Jacques sguardo azzurro e viso lungo. Jacques orgoglio cattivo. Jacques tristezza africana.

Chissà per quale vento di sabbia, per quale fuoco nero, alla fine, si torni sempre alla prima luce, a una lampada a petrolio rotonda, al deserto dell’ombra e al deserto del sole, alla vernice dei refettori, a una bottiglia di anisetta sulla tela cerata di un tavolo, all’odore di caffè tostato nei cortili e a quello di olio e cannella dei retrobottega, a una sala da pranzo piena di donne…

Albert Camus – Il primo uomo

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Comments 15

  1. lucilontane 18 settembre 2015

    Intimo a se stesso, “straniero” a se stesso. Non so perché si ritorni alla prima luce, forse per riconoscersi… È originale o lo hai ritoccato? È una mia impressione o l’incidente d’auto e i fogli manoscritti sono profezia? Non l’ho letto, ma adesso mi incuriosisce…

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      • rO 19 settembre 2015

        L’immagine di te nel giardino di una villa con piscina è impressa nella mia mente. Il giardino è molto curato e il tavolino con la colazione all’aperto è imbandito a regola d’arte. Belle cose. Tu indossi una veste da camera e hai un bicchiere con delle bollicine in mano.

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      • rO 19 settembre 2015

        Mi ricordi di nuovo quel medico, conosciuto al mare anni fa. Suo padre era l’erede di una nota casa editrice. Lui era cresciuto in mezzo ai libri. Non potrei dubitare della sua cultura. Ed era enormemente infelice. https://goo.gl/V6jL4V
        Io e Vale poi abbiamo un amico (più suo che mio) proprio molto ricco, che forse legge anche molto, eppure così lento e vecchio nei modi, da farmi voglia di scappare lontano: il ricchissimo mi piace giovane, sportivo e brillante… e con gli occhi verdi! 🙂

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      • Moralia in lob 19 settembre 2015

        Mi stai dando del sorpassato? No, non sono un topo di biblioteca. Credo che l’eleganza non si misuri con i libri o chissà che altro, si può essere eleganti facendo jogging, nuotando, e che altro mi viene mente. Ognuno è figlio del tempo che gli è toccato in sorte.
        🙂

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  2. Pingback: Riepilogo 14-19 09 | Moralia in Lob

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