Holly Golightly

Nel mio elegante bigliettino da visita c’è scritto: signorina Holly Golightly, e poi, in un angolo: in transito. Tutto intorno a me è provvisorio: un gatto senza nome, il letto di legno chiaro e raso bianco, i sacchi di volantini di viaggio, gli oroscopi e i giornali scandalistici, le schiere di militari attempati e di volgari miliardari.

Per alcuni sono una stupida esibizionista, un’attricetta ambiziosa, una mangiaricotta, un’autentica montatura. Ho un sederino magro e un fare spregiudicato, porto grossi occhiali dai molti colori dietro ai quali nascondo gli occhi grandi, vitali come i miei capelli. Ai piedi scarpe di lucertola, sotto le gonne sgargianti  e sulla bocca un rossetto esagerato. Le sigarette che preferisco sono le Picayune, la mia grafia è infantile e se vi chiamo tesoro non vi inorgoglite perché lo faccio con tutti.

Nessuno sa dove sono ora, se in un manicomio, in Africa o in un carcere: c’è chi giura che un tempo rubavo uova di tacchino, e che avevo un fratello che adoravo e che morì in guerra, e che fui pure sposata. A ricordarmi nella mia vestaglia di flanella grigia, seduta sulle scale di soccorso di una delle tante stanche che ho abitato, mentre suono la chitarra e canto con una voce ancora acerba Cole Porter e altre sconosciute canzoni della prateria, vien quasi da crederlo pure a me. Dovevo avere l’aria di chi si mastica le punte dei capelli bagnati e piange nel sonno e non sa conservare nulla né riconoscere cosa sia suo. Non volevo possedere niente.

Cercavo solo un posto come Tiffany, l’unico luogo che mi facesse passare le paturnie, e l’ansia, e la paura, e questo senso di essere incerti, effimeri. Un posto vicino al mare, magari una fattoria di cavalli in Messico che non fosse così vuota e vaga come questo paese “dove romba il tuono e le cose scompaiono”.

Truman Capote – Colazione da Tiffany

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Comments 9

  1. &nnesimafuga 17 settembre 2015

    ….le paturnie… 😁 Questo è un bellissimo romanzo che racchiuderà sempre nel tempo quell’incognita silenziosa e discreto …Chissa se Holly ha mai trovato il suo posto nel mondo….😉 ssssh non ditemelo mai … Non sarebbe più Colazione da… Ciao !

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  2. lucilontane 17 settembre 2015

    Che sorpresa questa scrittura “andantina” e ironica, quasi leziosa, per Capote. E che fascino… Eppure qui dentro c’è tutto il dramma umano in poche deliziose righe! “Tutto intorno a me è provvisorio”…”nessuno sa dove sono ora”…”non volevo possedere niente. Cercavo solo un posto”. Mi commuove questo personaggio, e mi stupisce questo Truman Capote di cui conosco i drammi violenti in tutto un altro tipo di scrittura. Grazie, bellissima proposta. 🙂

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