Illegal Smile

Meriggio in blues

Gatta ci cova sempre guardandosi negli occhi. Ma quello che non si poteva fare mai e poi mai – proibito dalla legge – adesso è imposto dall’autorità costituita. Ci si copre il volto con la mascherina, come fanno i banditi del Far West. Come fanno le donne – anche quelle brutte – ormai tutte Sherazade.

La rinuncia di sé, per dettato di salute pubblica, abroga – dopo la stretta di mano – anche il riconoscimento facciale. E come per la minaccia a mani in alto – o come per la seduzione col cuore in gola – c’è un unico affaccio per la faccia: gli occhi.

Lo sguardo, ancor più della maschera che copre il grugno, prende il possesso della sfera pubblica. Le guardie giurate che mai e poi mai avrebbero fatto avvicinare ai banchi dell’emporio un imbavagliato, adesso – per preciso protocollo – accolgono solo clientela avvoltolata di garze, chador…

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White Elephant

Meriggio in blues

La cosa strana è che di questi tempi, con la segregazione, le persone dovrebbero scrivere e raccontare di più visto il tempo che hanno a disposizione. Però quella che manca è la voglia. Per soffocamento, per inerzia o peggio per tedio. La cosa mi inquieta. 

Una mattina vidi una signora anziana con un annaffiatoio che versava l’acqua ai fiori che adornano un capitello. Prima di lei le uniche persone che vedevo in giro o avevano un cane, le borse della spesa, l’immondizia o correvano con gli auricolari nelle orecchie.

Si resta umani quando un soggetto a rischio, nonostante i divieti e i controlli, si sveglia e decide che qualcuno o qualcosa ha bisogno di lui.

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